L’indicazione di un numero civico di residenza diverso da quello risultante all’anagrafe era del tutto irrilevante, poiche’ esso non era un elemento necessario della domanda di partecipazione alla gara, ne’ un presupposto di ammissione alla gara stessa; si trattava di un dato neutro che non poteva incidere sull’esito del procedimento. Risulta inoltre provato che l’imputato il 16 gennaio 2010 ha redatto la comunicazione di vigilanza indirizzata alla stazione di Montalto Uffugo e per conoscenza al Comando di Rende imbucandola nelle rispettive caselle postali dell’alveare utilizzato per le comunicazioni interne, giustificando l’adozione di tale sistema sulla scorta delle proprie limitate capacità di uso del fax e della Pec, spiegazione che non risulta smentita dalle altre risultanze dibattimentali, che hanno dato atto di come il militare solitamente incaricato delle comunicazioni telematiche (l’appuntato Ca. ) Col primo motivo denuncia inosservanza o erronea applicazione della legge penale con riferimento al disposto di cui all’art. 5. In sostanza la Corte di appello afferma che la errata indicazione del numero civico nell’autocertificazione e la modificazione della copia della carta di identita’ non dell’originale, del quale non si fa menzione nella sentenza – allo scopo di impedire che da essa risultasse l’esatto numero civico erano componenti di un’unica condotta volta ad occultare alla Commissione la convivenza di padre e figlio, che avrebbe potuto allertare la Commissione e indurla a ritenere sussistente l’esistenza di un unico centro di interessi. 4.1. 49 comma 2 Cod. Tags: douglas adams praticamente innocuo arthur dent. Per il falso atto notorio c’è reato. Ne’ puo’ sostenersi che sussistesse una situazione di incertezza in ordine al numero civico di residenza, poiche’ questo risultava dal certificato anagrafico acquisito dalla Commissione di gara e prodotto in giudizio; non puo’ darsi rilievo ad una mera fotocopia della carta di identita’ del (OMISSIS), la quale neppure riporta tale dato. info@studiodisa.it In caso di diffusione omettere le generalità e gli altri dati identificativi dei soggetti interessati nei termini indicati. 25894601). 1. 46 del Codice. Si deve, invero, più in generale osservare che, contrariamente alla conclusione interpretativa della Corte catanzarese, sussiste il "falso innocuo" nei casi in cui l’infedele attestazione (nel falso ideologico) o l’alterazione (nel falso di falso materiale) siano del tutto irrilevanti ai fini del significato dell’atto e del suo valore probatorio e non esplicano effetti sulla sua funzione documentale, non dovendo l’innocuità essere valutata con riferimento all’uso che dell’atto falso venga fatto. Sono due atti diversi, e con funzione diversa, il verbale di sottoposizione alla misura cautelare e la notifica dell’ordinanza custodiate, il primo è falso non solo perché reca le firme false dei due agenti, quanto anche nella misura in cui attesta che in realtà i predetti sottufficiali erano presenti al momento dell’esecuzione della misura cautelare, circostanza questa certamente non corrispondente al vero. ha natura ricognitiva degli adempimenti esecutivi compiuti che nel caso di specie risultano formalmente e materialmente riconducibili al solo imputato, il quale, nel consegnare al Ce. (misure emessa in aggravamento del divieto di dimora), contraffacendo la firma dei due agenti di P.g., maresciallo S.A. e maresciallo R.F. St., V, 24 novembre 2011 n. 6240 e giurisprudenza colà citata) che la lex specialis non preveda una sanzione espulsiva espressa per la mancata osservanza di puntuali prescrizioni sulle modalità e sull’oggetto delle dichiarazioni da fornire. Nel caso oggetto dell’impugnazione in esame, in realtà, nel corpo dell’atto si parla anche, proprio, al plurale, si dice "noi" laddove gli altri due marescialli erano assenti per essersi già allontanati dalla sede di servizio, ed in definitiva si attesta essere avvenute le circostanze indicate nell’atto medesimo alla presenza anche degli assenti, dei quali sono infine apposte le firme false.). ROMANO Michele; Talché deve concludersi che sussiste il "falso innocuo" quando l’infedele attestazione, nel falso ideologico, è del tutto irrilevante ai fini del significato dell’atto e del suo valore probatorio e, pertanto, non esplica effetti sulla sua funzione documentale, funzione documentale che non è solo quella immediatamente riconducibile alla natura dell’atto e allo scopo per il suo tramite realizzato, essendo la funzione documentale dell’atto pubblico, e a maggior ragione di quello fidefaciente, non circoscrivibile al suo contenuto inteso in senso stretto, funzionalmente e strettamente correlato, cioè, allo specifico atto posto in essere, non essendo questo scindibile dal complessivo contesto probatorio-documentale in cui si inserisce, che è, a ben vedere, quello che gli conferisce il crisma della sua stessa natura pubblica nella parte in cui dà atto della sua provenienza da un determinato pubblico ufficiale, o contribuisce, comunque, a dargli tale valenza (così ad esempio la indicazione della data o del luogo possono anch’essi assumere rilievo documentale sotto il profilo penale laddove frutto di dolosa falsificazione, sebbene possa non rilevare ai fini dell’uso dell’atto, inteso, in senso stretto, funzionalmente correlato all’atto medesimo, che esso sia stato compiuto in un determinato giorno o luogo); con la conseguenza che l’innocuità deve essere valutata non con riferimento all’uso che dell’atto falso venga fatto, ma avendo riguardo all’idoneità dello stesso ad ingannare comunque la fede pubblica e l’affidamento che i terzi possono fare su quanto da esso risulti, non solo con riferimento al suo contenuto intrinseco ma anche alla sua provenienza, potendo difficilmente rivelarsi irrilevante sotto il profilo documentale non solo la circostanza che un documento pubblico - nel caso di specie il verbale di un pubblico ufficiale - sia stato posto in essere da un soggetto in luogo di un altro, sia pure con la medesima qualifica, ma anche quella secondo cui l’atto risulti proveniente anche da soggetti ulteriori che in realtà non hanno partecipato all’atto, risultando tradita in entrambi i casi la stessa natura pubblica dell’atto medesimo (detta conclusione è ancora più chiara se si rammenta che, nella esegesi delle disposizioni che puniscono i falsi, è stato sempre usato come criterio discretivo il fatto che la condotta incriminata abbia o meno messo in pericolo il bene della pubblica fede; e che ciò che rileva ed è sufficiente è il dolo generico e giammai potrebbe assumere rilevanza il motivo della falsità; di talché, insindacabile il motivo della falsa attestazione, ciò che rileva non può che essere la consapevole e volontaria falsità dell’attestazione medesima).1.3. pen., 8870/15). 497-bis (possesso di documenti falsi) 8 Ottobre 2014 Il falso impossibile: tra esigenze di tutela del bene giuridico e principio di offensività Il procuratore speciale della parte civile, S.G. , ha a sua volta dedotto due motivi. 409/410 June 06, 2011. Isola A/3 – Scala B – 4° Piano int. è necessario che la falsa attestazione alla quale esso fa riferimento sia contenuta in un atto pubblico. In altri termini, l’imputato che aveva ricevuto l’ordine da parte del GIP del tribunale di Cosenza di dare esecuzione alla misura cautelare domiciliare con la espressa delega al controllo sulla misura dei carabinieri di Montalto Uffugo, dapprima ha redatto un falso verbale di sottoposizione alla misura portando presenti i marescialli S. e R. , in realtà assenti, apponendo firme false al loro posto, ed ha, poi, omesso di comunicare tempestivamente ai Carabinieri di Montalto Uffugo, preposti al controllo, la sottoposizione del detenuto alla misura cautelare domiciliare con conseguente impossibilità da parte dei predetti Carabinieri di controllare il detenuto dal 15 gennaio al 20 gennaio 2010. Napoli (NA) pen., sent. , anch’essi in servizio presso la stazione Carabinieri di (…), i quali non erano presenti alla redazione del predetto verbale e dunque non avevano preso parte all’attività di sottoposizione del Ce. 6. Dichiarare il falso nell’autocertificazione è un comportamento che può costare molto caro: nel peggiore dei casi fino a 6 anni di carcere.Questo perché chi compila il modulo di autocertificazione e lo consegna alle Forze dell’ordine si assume la responsabilità civile e penale delle informazioni rese.. 5, n. 38720 del 19/06/2008, Rocca, Rv. principio del falso innocuo e all’obbligo di soccorso di cui all’art. 2.2. Ed invero, da essi risulta, piuttosto, che la comunicazione per il concorso in vigilanza per il controllo della misura cautelare degli arresti domiciliari a cui era sottoposto il Ce. 483 c.p. Praticamente innocuo, Douglas Adams. Curae Etiam in dui sit amet sapien accumsan tempor. per essere il reato estinto per prescrizione; annulla la medesima sentenza agli effetti penali quanto all’ulteriore imputazione di cui all’art. I giudici, in particolare, hanno affermato che la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà priva di una delle molteplici sottoscrizioni degli apparenti dichiaranti non integra la fattispecie del falso innocuo o grossolano, posto che la mancanza di una firma, pur incidendo sulla completezza strutturale dell’atto, non lo rende inidoneo al raggiungimento dello scopo e non elimina il pericolo di lesione dell’interesse … 25027/20), Coltivazione di una pianta di marijuana non nuoce alla salute pubblica (Cass. 49 c.p., distingue, in tema di falso, l’inidoneità della azione, che ricorre nel cosiddetto falso "grossolano", nel falso, cioè, che per essere macroscopicamente rilevabile, non è idoneo a trarre in inganno alcuno, dall’inesistenza dell’oggetto, che ricorre nel cosiddetto falso c.d. 4. 46 del … 24916301). pur in presenza di un falso innocuo. alla misura cautelare domiciliare. visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; Modestino ha dedotto quanto segue.La Corte territoriale ha ricondotto l’ipotesi di falso contestata alla fattispecie del cd. share. In altri termini si ritiene che non resti privo di valore il fatto che la falsa attestazione non fosse utile a far conseguire ulteriore rilievo giuridico all’atto che comunque avrebbe conseguito il suo effetto anche con la sola attestazione della presenza dell’unico verbalizzante realmente presente, ovvero il C. , perché ciò che rileva sarebbe, in buona sostanza, lo scopo, l’uso, cui l’atto è preordinato; in tal modo si finisce però con l’affermare, non solo, che non rilevi il contenuto in sé dell’atto e, quindi, di per sé, la falsa attestazione in esso contenuta, ma anche che non rilevi l’eventuale idoneità dell’atto falso ad ingannare comunque la fede pubblica (laddove esso rileva di là della peculiare valenza probatoria dell’atto così formato, anche ed eventualmente a fini diversi da quello per il quale il documento è stato predisposto; ed invero, questa Corte ha già avuto modo di chiarire come il falso sia irrilevante quando non accresce in alcun modo la valenza probatoria dell’atto, e non anche quando l’atto stesso potrebbe esplicare una qualche efficacia pure in assenza della falsificazione, attestando ad es. e (OMISSIS) era direttore tecnico della (OMISSIS), apparentemente amministrata da (OMISSIS). copia del provvedimento cautelare, ha redatto in proprio la relata di notifica apposta sullo stesso atto, adempimento da ritenersi di essenziale rilevanza nell’ambito del procedimento esecutivo de quo." nella giornata del 16.1.2010 (sabato) non fossero in servizio. Nonostante tra i documenti prodotti da (OMISSIS) per partecipare alla gara vi fosse anche la fotocopia della sua carta di identita’ che riportava la via ove egli era residente senza l’indicazione del numero civico, i giudici del merito avevano attribuito prevalenza al certificato anagrafico riportante detto numero.

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